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L'Occasione , dom 20/05/2018

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MODENA: STORIA DI UNA BLOGGER AL TEATRO DELLE PASSIONI

MODENA: STORIA DI UNA BLOGGER AL TEATRO DELLE PASSIONI
L'occasione Annunci

(Modena, 09/02/2018) – Sul palco del Teatro delle Passioni di Modena arriva martedì 13 alle ore 15 e mercoledì14 febbraio alle ore 21 Il contouring perfetto della giovane compagnia Domesticalchimia, nata nel 2016 dall’incontro tra la regista Francesca Merli, il drammaturgo Riccardo Baudino, la performer Elena Boillat e la musicista e sound designer Federica Furlani. Collaborano come drammaturghi Camilla Mattiuzzo e Riccardo Baudino.
Il contouring perfetto porta in scena la storia di Anita, una blogger che si è autoreclusa nel suo appartamento. Trascorre le sue giornate in compagnia dei suoi follower e di Sam, un’amica immaginaria. Ma la sua quotidianità viene sconvolta improvvisamente dall’arrivo della Signora, una figura misteriosa che le fa scoprire il Complotto dei Rettiliani, una razza aliena di rettili umanoidi che grazie ai loro poteri governano segretamente la Terra. Da questo momento, Anita perde progressivamente ogni contatto con la realtà: si convince che i Rettiliani siano ovunque e che siano in grado di mimetizzarsi tra gli esseri umani. La paura cresce fino a diventare totalizzante, e Anita si trasforma in un esempio vivente della paranoia ai tempi di internet.
«Se almeno una mattina della vostra vita – hanno dichiarato gli autori del testo Francesca Merli e Riccardo Baudino – vi siete alzati dal letto e vi siete detti: “No. Oggi non esco. Perché dovrei? A proposito, perché mi sono svegliato?” e magari poi avete deciso di passare tutta la giornata davanti allo schermo del vostro computer, cliccando e navigando tra miliardi di link inutili e blog improbabili, se vi è successo almeno una volta, allora la storia di Anita parla anche di voi. Perché racconta la nostra paura di vivere le emozioni e del nostro bisogno di condivisione. Perché la quotidianità – reale e virtuale – del mondo di Anita è fatta di piccole manie contemporanee, comunissime e apparentemente innocue, ma che spesso si rivelano come segnali di vere e proprie patologie. Quella di Anita, le fa dire ogni giorno: “No. Oggi non esco”. E così la sua vita si trasforma in un perenne video-blog».
L’autoreclusione è senza dubbio una tra le più diffuse ed è una condizione di cui moltissime persone, diverse per età ed estrazione sociale, hanno avuto esperienza. Basti pensare al fenomeno degli “Hikikomori”, termine giapponese che significa “isolarsi” e con il quale si indica una nuova forma di autoreclusione ormai diffusissima anche in tutto il mondo occidentale, soprattutto tra i giovani. All’interno di una società dominata da una competitività estrema, molti ragazzi si ritrovano a vivere le loro relazioni solo attraverso le finestre del web. In questa condizione, la stessa di Anita, i blog diventano dei “diari di bordo” necessari, l’unico mezzo per esprimersi, e il luogo virtuale dove il blogger e i follower possono condividere almeno le loro solitudini. Questa situazione viene spesso aggravata dalle reazioni della famiglia, che tende a minimizzare il disagio dei ragazzi, non affrontandolo come una patologia a tutti gli effetti.