Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

L'Occasione , sab 05/12/2020

Scroll to top

Top

IMOLA: RICETTA DALLA BIELORUSSIA PER IL “BACCANALE”

IMOLA: RICETTA DALLA BIELORUSSIA PER IL “BACCANALE”
L'occasione Annunci

(Imola, 16/11/2020) – Quando il Baccanale incontra la Bielorussia, nasce il ricettario con le proposte gastronomiche tipiche di quel Paese. Anche quest’anno, infatti, l’associazione “Insieme per un futuro migliore” ha aderito al Baccanale, proponendo un ricettario a tema con la rassegna enogastronomica. E visto che il tema è #a casa e fuori, l’associazione lo ha declinato nella versione del pic nic, che appartiene alla tradizione bielorussa. Si tratta di dieci ricette, che l’associazione ha chiesto direttamente alle famiglie dei bambini che vengono ospitati in estate a Imola (quest’anno purtroppo i bambini non sono potuti arrivare causa la pandemia), che sono l’occasione per conoscere ed apprezzare la cultura gastronomica del popolo bielorusso. Il ricettario è in distribuzione gratuita all’Urp del Comune di Imola (Sala Miceti, mercato coperto ‘Il Borghetto’). Nei giorni sxorsi Arena Ricchi, presidente dell’associazione “Insieme per un futuro migliore”, accompagnata da Victor, Ina, Ivan, Valentina e Alexander, cinque dei dieci ragazzi e ragazze bielorussi che ora vivono stabilmente nei Comuni del Circondario, ha presentato il ricettario al sindaco Marco Panieri, al vice sindaco Fabrizio Castellari ed all’assessore alla Cultura, Giacomo Gambi. “Grazie di essere qui e di questo ricettario, che pur in un periodo difficile, ci invita a guardare al futuro, a quando potremo tornare tutti insieme a mangiare anche all’aperto, a fare un pic nic – ha detto il sindaco Marco Panieri, nel ringraziare Arena Ricchi e i cinque ragazzi e ragazze presenti – Il nostro obiettivo è quello di continuare a collaborare, come è stato fatto in passato, con voi, che siete una realtà che fa parte della nostra città e della sua identità”. Promosso e realizzato dall’associazione “Insieme per un futuro migliore” a partire dal 1996, il progetto “Bimbi di Chernobyl” è nato per organizzare soggiorni terapeutici di minori provenienti dalle zone più contaminate della Bielorussia presso famiglie italiane dove possono nutrirsi di cibi “puliti” e ricchi di vitamine e respirare aria non radio attivamente contaminata. “Oggi è ancora necessario prestate attenzione agli effetti delle radiazioni nel tempo: i radionuclidi a decadimento lento, che dura migliaia di anni, causano una diminuzione della radioattività assoluta, ma i tempi di riduzione diventano sempre più lunghi e le radiazioni non scendono mai a zero. Pertanto una esposizione prolungata provoca nelle persone una altissima probabilità di ammalarsi di cancro: la durata dell’esposizione è infatti un elemento da valutare attentamente quando si parla dei rischi da radiazioni” spiega Arena Ricchi. “Quindi a trentaquattro anni dal disastro nucleare é più che mai attuale il senso dell’accoglienza dei bambini e degli adolescenti delle popolazioni che maggiormente hanno sofferto e stanno soffrendo le conseguenze sanitarie della catastrofe: il soggiorno in aree non contaminate è tuttora l’unico mezzo veramente efficace per combattere e contenere i danni da radiazioni” aggiunge Arena Ricchi. Molteplici rilevazioni scientifiche hanno attestato, infatti, che il soggiorno dei bambini in aree non contaminate è l’unico modo in grado di ridurre in maniera considerevole il tasso di Cesio 137 presente nell’organismo: dopo 30 giorni in aree pulite i bambini perdono dal 30% al 50% del Cesio assorbito con punte del 57%. Per questo, fra i progetti che l’associazione “Insieme per un futuro migliore” ha in programma c’è anche quello della formazione di medici e sanitari bielorussi presso l’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” di Meldola. Inoltre è pronta, pandemia permettendo, a dare continuità ad un progetto di scambio di insegnanti fra le scuole dell’infanzia comunali imolesi e della Bielorussia, per il sostegno ai bimbi disabili.