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L'Occasione , mer 16/10/2019

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BOLOGNA: L’ATELIER VIETRI DIVENTA “CASA DELLA MEMORIA”

BOLOGNA: L’ATELIER VIETRI DIVENTA “CASA DELLA MEMORIA”
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(Bologna, 29/08/2019) – Uno studio d’artista, specchio fedele dell’attività pittorica e della vita di un grande pittore contemporaneo. Una nuova realtà emiliana entra a far parte della rete nazionale di case di personaggi illustri: il Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale “Case della Memoria”, dopo il parere positivo espresso dal Comitato Scientifico, ha approvato nei giorni scorsi l’ingresso dell’Atelier “Tullio Vietri” a Bologna. Una casa d’artista che fa coppia con un’altra appena entrata nella cerchia delle case della Memoria: quella del pittore e scultore Cosimo Della Ducata a Lecce. Sale così a 78 il numero di case museo che fanno parte dell’Associazione, distribuite in 12 regioni italiane.

“Lo studio curato dalla figlia dell’artista, Silvia Vietri, che ci ha invitato a visitarlo, testimonia molto bene della sua attività artistica e della sua vita – commenta Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria – L’atelier custodisce un consistente nucleo di opere che abbraccia tutti i periodi dell’attività del pittore e riveste un ruolo fondamentale per la conoscenza dell’artista, complementare alle numerose opere che si trovano a Oderzo (TV), sua città d’origine».

“I colori, gli strumenti, i bozzetti: nell’atelier di Tullio Vietri si respira arte – aggiunge Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria – Abbiamo raccolto con entusiasmo l’invito di Silvia a visitare l’atelier di suo padre: abbiamo scoperto uno spazio vivo che racconta tanto della quotidianità dell’artista. Una tappa densa di significato lungo quel percorso di scoperta del nostro patrimonio diffuso che come associazione cerchiamo di tracciare”.
L’Atelier di Tullio Vietri (Oderzo, 23.01.1927- Bologna 23.04.2016) si trova a Bologna in via Saragozza 135. È stato il suo rifugio, intimo e quasi impenetrabile: sulla porta nessun nome, sul campanello ufficio. Un luogo di lavoro, un laboratorio e un deposito dove negli anni si accumulano giornali, riviste, pennelli, colori a tempera, acrilici, vernici, colla, puntine, chiodi, martelli, materiali di recupero, pannelli di faesite, fogli di carta e gli oggetti più disparati insieme a documenti d’archivio, disegni e dipinti accatastati gli uni sugli altri.
Montagne di disegni, dai tempi dei primi studi di geometria euclidea e non euclidea, delle copie dal vero, della riproduzione dei maestri a una sorta di diario per immagini in un centinaio di volumi grandi e piccoli che raccoglie una serie interminabile di schizzi, bozzetti, appunti. E altrettanti dipinti, dai primi olii della giovinezza chiusi in cartoni con tanto di tavolozza e tubetti di colore ai tanti quadri incorniciati o montati, fino alle migliaia di dipinti su carta, faesite o materiali di recupero.