AL TEATRO DELLE PASSIONI IL CANTO DEGLI “EMIGRANT”
(Modena, 09/05/2017) – Debutta l’11 maggio al Teatro delle Passioni di Modena Emigrant, la nuova produzione di Emilia Romagna Teatro. In scena fino al 21 maggio, Nadia Fabrizio, attrice franco-svizzera e fedele collaboratrice del regista Dominique Pitoiset, torna qui alle sue origini friulane, portando in scena racconti, canti e storie della sua “Cjargne”, la parte montuosa del Friuli, la Carnia. «La prima volta – afferma Nadia Fabrizio – in cui vidi la terra natale di mio padre non c’era più nulla, soltanto una vasta desolazione. La terra aveva tremato e mio padre ci portava, me e mia sorella, a vedere i nonni, per la prima volta da quando erano tornati in patria, dopo una vita d’emigrazione in Svizzera. Uscivamo appena dall’infanzia. Quella sera il coro di Ovaro, il nostro paese, cantava; tutto era distrutto, ma loro erano in piedi e cantavano. Anche noi abbiamo cantato. Da allora in poi, ogni estate; con i giovani, con i vecchi, con quelli che erano rimasti, con quelli che tornavano per poi ripartire. E, sempre, in cjargnel; cantavamo il dolore della partenza, la melanconia, i paesi stranieri, la nostalgia delle montagne, la vita arida, la tristezza, ma anche le gioie semplici, gli amori, la polenta, le feste, quasi sempre con le Villottes, i canti tradizionali della Carnia. Avevamo un bisogno irrefrenabile di cantare, e di cantare insieme». Nata in Svizzera, figlia e nipote di immigrati, a diciotto anni Nadia Fabrizio scopre il Povolar Ensemble e il lavoro musicale, poetico e politico di Giorgio Ferigo, ispiratore, fondatore e autore di numerosi testi del Povolar Ensemble. «Il suo modo particolare – prosegue la Fabrizio – autentico, aspro, di raccontare il suo popolo, le sue montagne. Attraverso canzoni che evocano nostalgie, piccole emozioni e gioie semplici, la storia personale di Nadia Fabrizio si intreccia con l’universalità delle canzoni di Giorgio Ferigo. Un viaggio suggestivo nella Carnia che restituisce con autenticità il suo popolo e le sue montagne: storie, brevi narrazioni, racconti cantati, allo stesso tempo intimi e universali, che testimoniano un’emigrazione e uno sradicamento.





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