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L'Occasione , mer 25/05/2022

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Addio a Ray Dolby, il genio dell’audio

Addio a Ray Dolby, il genio dell’audio
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Se ne è andato, all’età di 80 anni, Ray Dolby, l’inventore e fondatore dei Dolby Laboratories che cambiò il modo di pensare l’audio nel cinema. La morte è avvenuta a San Francisco, come annunciato da un portavoce della sua società. Dolby era malato di Alzheimer e in luglio gli avevano diagnosticato una leucemia acuta.

Per gli spettatori delle sale cinematografiche tutto è cambiato a partire dal 1971. Non solo con “Arancia meccanica” assistevano a uno dei capolavori della storia del cinema, ma vivevano l’esperienza sonora del film come mai prima d’ora. Addio alle colonne sonore che si mescolavano ai dialoghi con scarsa qualità. Da allora è stato un continuo evolversi alla ricerca della perfezione, per far sentire lo spettatore avvolto dall’audio del film.

“Abbiamo perso un amico, un mentore e un visionario”, ha detto il presidente e ceo dei Dolby Labs Kevin Yeamen. Tutto era cominciato con un semplice circuito audio: nel 1946, a soli 16 anni, Dolby mise le mani grazie al suo primo lavoretto alla Ampex sul primo registratore a nastro sul mercato. E fu così che, dopo una laurea a Stanford e un dottorato a Cambridge, il giovane Ray decise di mettersi in proprio e cambiare il modo in cui percepiamo i suoni incisi sui nastri magnetici.

Il primo ‘compansore’, un dispositivo elettronico capace di ridurre il rumore di fondo e i disturbi all’interno dei segnali acustici, nasce nel 1965, quando Dolby attraversa l’Oceano per fondare i Dolby Labs in Inghilterra. Tre anni più tardi la nuova versione del circuito, il “Dolby B-type”, venne integrato all’interno dei registratori commerciali: era l’inizio della scalata al successo. Dolby era tornato negli Stati Uniti, per stabilirvisi definitivamente, nel 1976.